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| Q.tà | Codice | Note | Foto | Prodotto | Prezzo listino | Sconto cl. | Imponibile | IVA | Totale | Costo ekōD | Margine |
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| Q.tà | Codice | Note | Foto | Prodotto | Prezzo listino | Sconto cl. | Imponibile | IVA | Totale | Costo ekōD | Margine |
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Stai per eliminare con tutte le sue schede, righe e preventivi. L'operazione è irreversibile e cancella anche i dati delle schede già accettate.
Gli account li crea lo studio: usa l'email e la password che ti sono state assegnate. L'accesso resta memorizzato sul dispositivo. Se hai ricevuto una password temporanea, cambiala al primo accesso con il pulsante Password in alto a destra. Per problemi con le credenziali, rivolgiti allo studio ekōD.
Dal pulsante Password nella barra in alto: inserisci la nuova password (almeno 8 caratteri) e confermala. Il cambio vale subito e su tutti i dispositivi. Nessuno dello studio può vedere la tua password.
Quattro livelli: il cliente (nella sezione Clienti, scritto una volta sola), il preventivo che gli viene intestato — con il suo numero NN-AAAA —, le schede al suo interno (una per categoria: elettrico, sanitari, illuminazione…), e dentro ogni scheda le righe con articoli, quantità e prezzi. Prima si seleziona o si crea il progetto in alto, poi si lavora sulle schede. Accanto al nome, nella barra del Preventivatore, è sempre visibile il riferimento del documento: numero preventivo, eventuale revisione e data. Se leggi «Preventivo senza numero», assegnalo in Dettagli preventivo.
Nell'elenco Progetti ogni riga mostra lo stato complessivo, dedotto dalle sue schede (contano solo quelle con righe: una scheda vuota non blocca il risultato). Sotto l'etichetta trovi il dettaglio — quante accettate, quante in attesa, quante non approvate.
Preventivo: tutte le schede sono ancora da decidere. In corso: qualcosa è stato accettato ma c'è ancora almeno una scheda in sospeso — è la trattativa viva, quella da seguire. Parziale: non c'è più nulla in sospeso, il cliente ha preso una parte e rifiutato il resto. Accettato: tutte accettate. Non approvato: tutte rifiutate. Bozza: nessuna riga inserita.
La distinzione tra In corso e Parziale è la più utile nel lavoro quotidiano: la prima ti dice che c'è ancora qualcosa da chiudere e vale una telefonata, la seconda che la partita è finita. Con il menu stati in alto filtri l'elenco (per esempio solo «In corso»), e con «ordina per» puoi mettere in cima proprio le trattative aperte.
Ogni scheda ha uno stato che ne racconta la fase: Preventivo (proposta iniziale), Fattibilità (in valutazione con il cliente), Accettato (il cliente ha approvato: da qui partono ordini e costi) e Non approvato, da usare quando la trattativa non si chiude.
Mettere «Non approvato» invece di lasciare la scheda ferma su Preventivo serve a non falsare i numeri: quell'importo esce dal preventivato attivo (non ti illude su lavoro che non arriverà), ma resta nel calcolo della conversione, così la percentuale dice la verità su quanti preventivi chiudi davvero. Nella pipeline della Dashboard compare come fascia dedicata, con il totale di quanto è sfumato.
Una scheda «Non approvato» non entra nei costi né negli ordini fornitore (che leggono solo le accettate) e in fase di stampa arriva deselezionata, così non la mandi al cliente per sbaglio. Se la trattativa si riapre, basta riportarla a Preventivo o Fattibilità.
La sezione Clienti è l'anagrafica: un cliente, molti preventivi. Qui i dati stanno scritti una volta sola — indirizzo, CAP, città, codice fiscale, P.IVA, telefono, email — e se correggi qualcosa vale per tutti i suoi preventivi, anche quelli già fatti.
Per ogni cliente vedi quanti preventivi ha; per aprirli, clicca il suo nome: nella sua scheda li trovi elencati con numero, oggetto e data, ognuno con «Apri →». Con «+ Preventivo» ne fai uno nuovo con il cliente già abbinato, senza passare da altre schermate.
Accanto al conteggio dei preventivi leggi quanti sono in contract: non è un'impostazione del cliente, è la somma di com'è marcato ogni suo documento. Le Note interne non compaiono in nessuna stampa.
Un cliente con preventivi non si può eliminare: l'app te lo impedisce e ti dice quanti sono. Prima si spostano o si cancellano quelli.
Dove porta ogni cosa. Nell'elenco Preventivi il numero ti porta dritto dentro il Preventivatore, su quelle schede; il nome del cliente apre la sua scheda in rubrica. Sono due gesti diversi, e prima erano lo stesso.
Si parte dal numero, come in un gestionale, e il cliente glielo si abbina dopo.
Premi «+ Preventivo»: l'app propone il primo numero libero dell'anno e tu confermi o lo cambi. Si apre subito Dettagli preventivo, dove in cima scegli il cliente dalla rubrica — oppure «+ Nuovo cliente…» se è la prima volta che lavori con lui.
Il cliente è scritto una volta sola. Indirizzo, CAP, città, codice fiscale, P.IVA, telefono ed email stanno sulla sua scheda in rubrica, non sul preventivo: se cambia l'indirizzo lo correggi lì e vale per tutti i suoi lavori, passati e futuri. Prima di questa versione ogni preventivo ne teneva una copia, e le copie divergevano.
Per distinguerli usa l'Oggetto — «bagno piano interrato», «cucina» — che sta sul documento. Non serve più allungare il nome del cliente per capire di quale lavoro si tratta.
Il numero riparte ogni anno e si scrive NN-AAAA: 35-2026, poi 1-2027 a gennaio. È lo stesso formato di Fattura24. Due preventivi non possono avere lo stesso numero nello stesso anno: se ci provi, l'app te lo dice.
Scorciatoia: dalla sezione Progetti, «Duplica» crea un secondo preventivo per lo stesso cliente copiando schede e righe — ti chiede solo il nuovo oggetto, e il numero lo prende nuovo.
Nel menu e nella ricerca ogni voce mostra Cliente · 35-2026, e puoi cercare anche per numero: scrivi «35» e lo trovi.
Nel Preventivatore (e nella sezione Costi) c'è il campo «Cerca cliente / progetto»: digiti qualche lettera del nome del cliente (o del Partner associato) e compare l'elenco filtrato — scegli dalla lista con il mouse o con le frecce ↑ ↓ e Invio. È il modo comodo quando i preventivi sono tanti, al posto di scorrere un lungo menu. Il nome del cliente selezionato resta scritto nel campo, così sai sempre su quale progetto stai lavorando.
In cima a ogni elenco trovi una casella di ricerca e un menu «ordina per». La ricerca filtra mentre scrivi: in Progetti per nome, indirizzo, numero di preventivo o Studio associato; in Partner per nome, referente o email. Il menu di ordinamento cambia la sequenza delle righe — per esempio in Progetti: più recenti, nome A→Z, importo o stato; in Partner: nome, numero di progetti, provvigione o stato. Nella Dashboard la tabella dettaglio si può riordinare per margine €, margine %, importo o nome. Ricerca e ordinamento lavorano in locale, senza ricaricare i dati: il risultato è immediato.
Dal catalogo: cerca per marca, codice o descrizione e aggiungi la riga — prezzo e sconto arrivano già compilati dal listino. Con l'elenco fornitori in crescita, usa il menu «Tutti i fornitori» accanto alla ricerca per restringere a un solo fornitore: i risultati compaiono quando inizi a digitare nel campo di ricerca. In alternativa puoi inserire una riga libera scrivendo a mano descrizione e prezzo, per voci fuori catalogo o lavorazioni. Ogni riga — libera o presa dal catalogo — si può modificare con l'icona ✎ a fine riga: si riapre la finestra con tutti i campi (fornitore, marca, codice, prodotto, prezzo, q.tà, sconto, IVA).
Se la riga viene dal catalogo, la modifica per default resta solo su quella riga: il listino non si tocca, perché spesso la variazione vale solo per quel cliente. Se invece la correzione è strutturale — un prezzo cambiato, una descrizione sbagliata — spunta «Aggiorna anche l'articolo nel listino» e la modifica va anche a catalogo, valida per i preventivi futuri. I preventivi già salvati non cambiano mai: ogni riga conserva i propri valori, quindi un documento firmato resta quello che il cliente ha visto. Se cambi il fornitore di una riga di catalogo, la riga si scollega dal listino e diventa libera: l'app te lo dice.
Sì: nel Preventivatore, accanto al codice, c'è la colonna Note. Scrivi lì l'annotazione destinata al cliente per quella riga — ad esempio «finitura da confermare in fase esecutiva», «in sostituzione del modello a catalogo», «posa a carico dell'elettricista». Si salva da sola, come le altre celle.
La nota compare sotto la descrizione del prodotto nel PDF del cliente, in corsivo e con una barretta color ottone che la distingue dal testo tecnico: si legge come un tuo commento, non come parte del nome dell'articolo. Viene riportata anche nella stampa interna. Le note seguono la riga quando la duplichi e quando duplichi la scheda o il progetto.
Attenzione a non confonderla con le Note documento dei Dettagli preventivo: quelle valgono per l'intero preventivo e stanno in copertina, questa riguarda solo quel prodotto.
Dipende dalla Partita IVA in Dettagli preventivo. Se il cliente ha la P.IVA la copertina riporta «Azienda»; se ha solo il codice fiscale (o niente) resta «Clienti privati».
In fondo a ogni scheda la riga «Totale scheda» mostra i due importi ciascuno sotto la propria colonna: l'imponibile sotto «Imponibile» e il totale IVA inclusa sotto «Totale» — senza diciture tra parentesi. In copertina compare il doppio totale delle forniture, IVA esclusa e IVA inclusa, e lo stesso vale per il totale delle forniture accettate nella pagina finale. In evidenza c'è l'importo che conta per quel cliente (imponibile per le aziende, IVA inclusa per i privati), con l'altro subito sotto come riscontro. Basta compilare o togliere la P.IVA per cambiare l'impostazione.
In Dettagli preventivo, sezione Documento, c'è la spunta «Questo preventivo rientra nel Contratto di Interior Contract». Sta sul preventivo, non sul cliente: lo stesso cliente può avere un lavoro in contract e, tempo dopo, chiederne uno fuori contratto. Creando un preventivo nuovo la spunta si eredita dall'ultimo di quel cliente, e la cambi se serve.
Attivandola compaiono Contratto n° e Sottoscritto il: servono a dire quale contratto. In stampa la frase diventa «…parte integrante e sostanziale del Contratto di Progettazione e Fornitura n° 4 del 12/03/2026», e il riferimento compare anche in copertina. Se li lasci vuoti il documento cita il Contratto in astratto, come faceva prima: un rimando che però nessuno può verificare. Scegliendo un cliente che ha già un preventivo in contract, numero e data si riprendono da quello. Se la disattivi (stai usando il preventivatore come gestionale, senza contratto quadro), la stampa cliente cambia in due punti: non compare la pagina finale di accettazione che rimanda al Contratto, e sotto ogni scheda accettata il testo di firma diventa neutro — il cliente approva la fornitura, i prezzi e le condizioni e autorizza l'ordine, senza citare articoli del contratto. Le firme restano, così puoi comunque far controfirmare l'accettazione. Ogni preventivo ha conservato la sua impostazione: nulla cambia finché non togli tu la spunta.
Nel Configuratore ekōD esporti il file .json del progetto, poi qui premi «⇩ Importa da Configuratore» accanto alla ricerca: le righe finiscono nella scheda aperta, quindi seleziona prima il progetto e la scheda giusta. L'app ti dice quante righe sta per importare e da quale progetto, e chiede conferma.
Ogni riga viene cercata per codice nel catalogo. Se il codice esiste in un listino attivo, la riga nasce agganciata all'articolo: prezzo di listino, marca, descrizione, foto e margine arrivano da soli. Lo sconto cliente parte da zero anche qui, con il tetto del fornitore scritto accanto (max NN%). Se il codice non è a catalogo, la riga viene comunque creata, ma come riga libera: prende il prezzo dal file, sconto cliente a zero e nessun costo, quindi non contribuisce al margine. Al termine il messaggio ti dice quante righe sono entrate da catalogo e quante no.
Cosa fare delle righe non a catalogo: non ignorarle. Aprile con l'icona ✎, aggancia il fornitore e sistema prezzo e sconto — oppure usa «Salva il codice nel listino» per aggiungerle al catalogo, così al prossimo import entreranno da sole. Finché restano senza fornitore, il margine del progetto risulta più alto del vero, perché il loro costo non viene calcolato.
Sì, ed è sempre una tua scelta riga per riga: non viene applicato nulla in automatico. La colonna Totale (IVA inclusa) è modificabile: se una riga esce 3.491,22 € e vuoi venderla a 3.490 €, scrivi 3490 nel Totale e l'app ricalcola all'indietro lo sconto cliente per centrare esattamente quella cifra. Le righe che non tocchi restano com'erano. Se per arrivare al totale desiderato lo sconto dovesse superare il massimo del fornitore, l'app lo applica ma te lo segnala. In Vista Cliente il Totale non è modificabile, così non lo cambi per sbaglio davanti al cliente.
Con elenchi lunghi, clicca una riga (o entra in un suo campo) per evidenziarla: resta accesa, così scorrendo in orizzontale non perdi il segno. Per spostare una riga, afferrala dalla colonnina a sinistra — quella con il simbolo ⠿, dove il puntatore diventa una manina — e trascinala dove vuoi: una linea color ottone ti mostra dove finirà. Se devi portarla lontano, tieni premuto e avvicinati al bordo alto o basso: la pagina scorre da sola mentre trascini. È il modo più rapido quando le righe sono tante. Restano disponibili anche ↑ ↓, utili per spostamenti di una posizione e indispensabili su iPad e iPhone, dove il trascinamento non è supportato dal browser. Su ogni riga trovi poi ⧉ per duplicarla, ✎ per modificarla e × per eliminarla. In alto, «Duplica scheda» crea una copia della scheda corrente con tutte le sue righe (in stato Preventivo), e «Elimina scheda» la rimuove con le sue righe (serve conferma; non si può eliminare l'unica scheda rimasta, semmai si elimina il preventivo). Dopo l'eliminazione le schede si rinumerano da 1 senza lasciare buchi, così la successiva riparte dal numero giusto. Dalla sezione Progetti, «Duplica» crea un secondo preventivo per lo stesso cliente copiando schede e righe: ti chiede il nuovo oggetto, prende un numero nuovo e riparte alla revisione 1. Accanto ai pulsanti di stampa vedi sempre il Totale preventivo, cioè la somma di tutte le schede, non solo di quella aperta.
Solo i tuoi: quelli che hai creato tu e quelli che lo studio ti ha assegnato. Non vedi i progetti degli altri Partner né quelli seguiti direttamente dallo studio.
Sì: a catalogo e in preventivo vedi i prezzi cliente, con lo sconto massimo a te riservato già applicato. Puoi ridurre lo sconto, ma non superare il tetto previsto per quell'articolo: se provi, l'app lo riporta al massimo e ti avvisa. I costi d'acquisto e i margini dello studio non ti vengono mai mostrati, in nessuna schermata e in nessuna stampa.
Premi «+ Preventivo», conferma il numero, abbina il cliente (dalla rubrica o nuovo) e compila l'oggetto e le condizioni, poi aggiungi le schede per categoria e riempile cercando gli articoli a catalogo. Quando è pronto, Stampa per il cliente e salva come PDF. Se il cliente chiede modifiche, aggiorna le righe e usa «+ Nuova revisione» nei Dettagli preventivo.
Gli account li crea lo studio ekōD. Se ti serve un accesso per un collaboratore, chiedilo allo studio. Tu puoi però cambiare in autonomia la tua password dal pulsante Password in alto.
In alto a destra scegli come vedere la tabella. La Vista Partner è quella di lavoro: prezzo di listino, sconto cliente e totali, senza costi né margini. La Vista Studio aggiunge costi e margini di ogni riga, con i colori: verde margine ≥ 37,5%, blu ≥ 33,3%, rosso sotto, con il ricarico scritto sotto il margine.
Da dove vengono le soglie. Compri a 100 e vendi a 160: ricarico 60%, margine sulla vendita 37,5%. È il livello che fra il 2022 e il 2024 lasciava il 26% di margine di bilancio, una volta pagato il cantiere. Vendere a 150 fa 33,3% ed è il minimo di guardia; sotto, il ricarico non copre più consegna, posa e ore.
Ricarico e margine non sono la stessa cosa: 50% di ricarico dà 33% di margine, non 50%. È la confusione che costa più punti, perché chi crede di stare a metà sta a un terzo. Per questo il ricarico è scritto sotto il margine di ogni riga.
Lo sconto parte sempre da zero. Un articolo entra a prezzo pieno, non allo sconto massimo del fornitore — vale allo stesso modo se lo prendi dal catalogo, se arriva da un import e se lo scrivi come riga libera agganciando un fornitore. Lo sconto lo applichi tu quando serve, e il tetto resta scritto accanto al campo (max NN%): se provi a superarlo l'app te lo dice. Partire dal massimo significa regalarlo anche a chi non l'ha chiesto, e su 248.800 € di fatturato ogni punto non regalato vale circa 2.500 € l'anno.
Attenzione a cosa c'è nel costo. Il ricarico va calcolato su tutto quello che serve a consegnare la riga finita e montata, non sul solo imponibile del fornitore. Ricaricando il 60% sulla sola fattura e pagando poi trasporto e posa con quel ricarico, il margine vero scende dal 37,5% al 19%: è il modo più comune di perdere venti punti senza accorgersene. La Vista Cliente è pensata per le riunioni: nasconde lo sconto e mostra direttamente il prezzo netto riservato, senza codici né pulsanti di modifica — come il documento di stampa, ma a schermo. Puoi continuare a modificare quantità e righe restando in Vista Cliente; il cliente vede solo i prezzi finali. I Partner hanno Vista Partner e Vista Cliente; la Vista Studio è riservata allo Studio.
Succede con i grossisti di impianti — MEF, per esempio: niente listino con gli sconti, solo il prezzo netto, che è già il tuo costo.
La regola, prima di tutto: da un netto il ricarico si divide, non si somma.
listino = netto ÷ (1 − margine) — non netto × (1 + margine)
Paghi 429,99 e vuoi il 37,5%: 429,99 ÷ 0,625 = 687,98, cioè ×1,60. Lo stesso articolo con «+37,5%» farebbe 591,24, e il margine vero sarebbe 27,3%: dieci punti persi credendo di averli presi.
I moltiplicatori da ricordare: minimo di guardia 33,3% → ×1,50 · target 37,5% → ×1,60 · soglia di congruità 52,6% → ×2,11.
Nell'app non devi farlo a mano. Apri Riga manuale (o ✎ su una riga esistente) e usa la sezione «Il fornitore quota netto»: scrivi il prezzo netto per unità e il margine che vuoi, e sotto compaiono prezzo di listino, sconto rete, costo e ricarico. Premi «Applica al prezzo di listino» e la riga nasce già giusta: il costo che l'app calcola torna esatto al centesimo sul netto del fornitore, perché lo sconto rete viene ricavato dopo aver arrotondato il listino. Se il margine che hai scritto è sotto la soglia di congruità, te lo dice e ti mostra il listino che servirebbe.
Riaprendo la riga ritrovi il netto d'acquisto: non devi ricordartelo. E se modifichi la riga senza toccare quella sezione, lo sconto rete che aveva resta dov'è.
La trappola da evitare. Non creare il fornitore con lo sconto rete di un altro e poi incollare i prezzi netti come se fossero di listino: l'app calcolerebbe il costo come netto meno quello sconto — cioè molto meno del vero — e ti mostrerebbe un margine gonfio che non esiste.
E soprattutto: il netto del fornitore è il materiale, non la commessa. Trasporto, posa, assistenza muraria e ore di direzione lavori non sono in quel numero. Ricaricando il 60% sulla sola fattura e pagando la posa con quel ricarico, un 37,5% diventa un 20% reale. Il ricarico va calcolato su tutto quello che serve a consegnare la riga finita e montata.
Dalla sezione Fornitori: ogni fornitore ha i suoi listini con lo sconto d'acquisto e lo sconto cliente (anche composti, es. 50+10%). Sul singolo articolo puoi impostare uno sconto cliente in deroga a quello del fornitore. Se il file ripete lo stesso codice più volte — capita con gli accessori, che i distributori ristampano in fondo a più sezioni — l'app le fonde tenendo l'ultima e te lo dice a fine import. Senza, l'intero caricamento fallirebbe: il database rifiuta un blocco che tocca due volte la stessa riga.
Con Articoli apri l'elenco del listino: in cima c'è una ricerca per codice o descrizione — scrivi qualche lettera e trovi qualsiasi articolo, anche in listini con migliaia di voci. Il pulsante Modifica su ogni riga ti permette di correggere codice, finitura, descrizione, prezzo e immagine, o di eliminarla; con «+ Nuovo articolo» aggiungi una voce singola a mano. Così, se sbagli inserendo un articolo, lo cerchi e lo correggi subito. Le modifiche ai listini non toccano i preventivi già salvati.
Nella scheda del fornitore premi «+ Listino»: prima confermi nome, anno e sconti (gli sconti valgono per tutti i listini di quel fornitore), poi si apre subito la finestra per caricare il file.
Excel (.xlsx) e CSV: è la via precisa. Le colonne vengono lette esatte dalle celle e l'app riconosce da sola quali sono codice, descrizione e prezzo; ti basta controllare la mappatura e premere Importa. Puoi anche incollare le colonne direttamente da Excel nel riquadro di testo.
PDF: dopo aver scelto il file l'app conta le pagine e mostra due pulsanti più due caselle «Pagine da … a …». «Estrai con AI» è la via precisa: legge il listino — anche scansionato o con layout complesso — e restituisce codice, descrizione e prezzo già in colonna. L'app elabora il PDF a blocchi di poche pagine mostrando l'avanzamento (con «Interrompi»), quindi regge anche i cataloghi lunghi: se carichi un catalogone, imposta l'intervallo di pagine delle sole collezioni che vendi, così risparmi tempo e costo (per estrazioni oltre 40 pagine l'app chiede conferma con una stima di spesa). Va attivata una volta sola dallo studio. «Solo testo» è gratuita: estrae il testo alla meglio, ma sui layout difficili è meno affidabile e non funziona sui PDF-immagine. In entrambi i casi controlla la mappatura e l'anteprima prima di importare.
Consiglio per i cataloghi enormi: il modo più rapido e preciso resta chiedere al fornitore il listino in Excel/CSV e importarlo dal riquadro testo — è istantaneo e gratis.
In tutti i casi devi associare almeno Codice e Prezzo; finitura, descrizione e URL immagine sono facoltativi. Reimportare lo stesso file aggiorna gli articoli con lo stesso codice, non li duplica. I preventivi già salvati non cambiano mai.
Il modo più rapido è direttamente dal Preventivatore: nella colonna Foto di ogni riga premi il quadratino + (o clicca la miniatura per cambiarla), incolla l'URL e — se la riga viene dal catalogo — lascia spuntato «Salva anche nel listino»: così la foto si attacca all'articolo e la ritrovi in tutti i preventivi futuri che usano quel codice, senza doverla reinserire. Funziona anche sugli articoli importati da listino.
In alternativa, la foto si può gestire dall'articolo del listino. Tre strade: nella finestra Modifica dell'articolo incolli l'URL dell'immagine (tasto destro sulla foto nel sito del produttore → «Copia indirizzo immagine»); in fase di Importa articoli mappi la colonna Immagine URL, se il fornitore la fornisce nel file; oppure, su una riga libera, incolli l'URL direttamente nella riga. Le foto compaiono come miniatura in preventivo e nel PDF del cliente (non nella stampa interna). Se un'immagine non è raggiungibile viene semplicemente omessa, senza bloccare la stampa. Non serve rifare i preventivi già compilati: se aggiungi la foto a un articolo in un secondo momento, le righe che lo usano e che non hanno una foto propria la prendono automaticamente dal listino.
Sì. Quando crei o modifichi una riga libera nel Preventivatore, nella finestra trovi la sezione «Salva il codice nel listino»: scegli il fornitore e il listino di destinazione e il codice — con descrizione e prezzo — viene aggiunto al catalogo, pronto per essere richiamato nei preventivi successivi. Serve che la riga abbia un codice. Le modifiche ai listini non toccano i preventivi già salvati.
Tutti gli importi della Dashboard (e la colonna Importo in Progetti) sono IVA inclusa, riga per riga con la sua aliquota: rappresentano i flussi di cassa, cioè quanto il cliente versa davvero. Una avvertenza importante: anche il margine è mostrato IVA inclusa, ma non è utile — l'IVA la incassi e poi la riversi allo Stato, quindi non è tua. Usalo per ragionare sulla cassa; per il profitto vero leggi i margini al netto, che trovi riga per riga nel Preventivatore in vista Studio e nella Stampa interna.
Sono due domande diverse, e confonderle costa punti.
Il 37,5% che colora le righe guarda la singola fornitura: dice se hai ricaricato bene quell'articolo.
La congruità guarda l'azienda. Il margine operativo che ti sei dato — di norma il 30% — è quello che deve restare dopo aver pagato i costi di struttura: affitti, leasing, ammortamenti, oneri finanziari, compensi e servizi che ci sono anche nei mesi in cui non si vende niente. Quei costi non spariscono, e qualcuno deve pagarli: le commesse. Quindi la soglia di una commessa è
soglia = obiettivo operativo + struttura ÷ ricavi attesi
Con una struttura da 84.389 € su 373.200 € di ricavi, la struttura pesa il 22,6%: per lasciare il 30% operativo una commessa deve marginare il 52,6%, non il 30%. Chiedere il 30% alla commessa significa chiudere l'anno sotto zero e non capire perché.
Dove la vedi. In Dashboard, sopra il Controllo margini: la soglia, quanto pesa la struttura, il margine del portafoglio già misurato e quanto non è stato chiesto al cliente sulle commesse sotto soglia. Nella tabella, la colonna Manca per la soglia dice quanto sarebbe dovuta costare quella commessa, a parità di costi.
Compare solo dove il margine è misurato. Su una commessa ancora teorica la congruità resta un trattino: sarebbe la stessa bugia dello scostamento zero.
I tre numeri si cambiano aprendo «I tre numeri da cui esce la soglia» sotto il riquadro. Restano su questo dispositivo. Nella struttura vanno solo i costi che non sono di cantiere: forniture, subappalti, posa e trasporti sono costi di commessa e si contano già nel margine, metterli anche lì li conta due volte.
Sì. In alto nella Dashboard premi «⭳ Esporta Excel»: scarichi un file .xlsx con i dati che stai vedendo, come numeri (non testo), pronti da rielaborare. Per lo Studio il file ha più fogli — Riepilogo (totali e pipeline), Progetti, Partner e Controllo margini (al netto IVA); per i Partner un foglio Clienti più il riepilogo. Il file fotografa i dati al momento dell'export; per aggiornarlo, riesporta.
Serve a sapere quanto guadagni davvero, non quanto avevi promesso a te stesso. Scegli il progetto e premi Genera proiezione: l'app legge le sole schede Accettate e crea una voce di costo per ogni fornitore (un ordine, una fattura, una riga), valorizzata al costo teorico di listino, più la provvigione del Partner se prevista in scheda. Poi aggiungi con «+ Riga costo» tutto ciò che il catalogo non sa: trasporti, manodopera, smaltimento, imprevisti, extra.
Ogni voce ha due importi: il previsto e l'effettivo. Compila l'effettivo quando arriva la conferma d'ordine o la fattura — è lì che registri lo sconto extra strappato al fornitore, o la brutta sorpresa. La colonna Δ ti mostra subito la differenza. Rigenerare la proiezione aggiorna solo i previsti: gli effettivi che hai inserito non vengono toccati. Se hai tolto un fornitore dal preventivo dopo aver generato, rigenerando la sua vecchia voce di costo orfana viene rimossa (a meno che tu non le abbia già messo un effettivo: in quel caso resta e l'app te lo segnala). È il modo corretto per riallineare il margine quando lo scostamento non torna.
Gli importi qui sono al netto IVA, perché il profitto si misura al netto. Se alcune righe accettate non hanno fornitore o sconto rete, l'app te lo dice: il loro costo non è deducibile automaticamente e va inserito a mano, altrimenti il margine risulterebbe più alto del vero. Il risultato confluisce in Dashboard → Controllo margini, dove vedi teorico, reale e scostamento. I costi sono invisibili ai Partner, imposto dal database e non solo dall'interfaccia.
Confine con ekōD Cantieri: qui vive la proiezione per misurare il margine alla vendita; i pagamenti effettivamente usciti restano in Cantieri. Non duplicare le stesse voci nelle due app.
Nella sezione Costi, sulla riga di una fornitura, premi Ordina: l'app genera il PDF dell'ordine con la nostra intestazione e i dati fiscali, i riferimenti di commessa e l'elenco degli articoli di quel fornitore presi dalle schede accettate, valorizzati al costo (listino meno sconto rete) con imponibile, IVA e totale.
Prima di generarlo l'app ti fa scegliere riga per riga cosa ordinare: utile quando del fornitore fai ordini parziali, o quando nella scheda ci sono voci che a lui non competono (montaggi, lavorazioni). Le righe già ordinate sono segnalate in rosso con il numero dell'ordine e restano deselezionate; la scorciatoia «Solo da ordinare» seleziona esattamente ciò che manca. Ogni ordine parziale riceve un numero progressivo suo. Per ristampare un ordine già emesso — il fornitore ha perso la mail, o serve una copia firmata — c'è un pulsante col suo numero (Ristampa: ORD-2026-009) sopra l'elenco: riseleziona da solo tutte e sole le sue righe, e il PDF esce con lo stesso numero e la stessa data dell'originale. Non generare un ordine nuovo per questo: il fornitore si ritroverebbe due numeri per la stessa merce. Attenzione al caso di mezzo: se selezioni righe di due ordini diversi non è una ristampa, nasce un terzo ordine che li ripete entrambi — il riepilogo sotto l'elenco te lo dice in rosso prima che tu prema.
Nella stessa finestra scegli se raggruppare i codici uguali sommando le quantità: lascia la spunta per i prodotti a catalogo (ordini una riga sola con il totale dei pezzi), toglila per gli articoli su misura — tende, binari, vetri — dove ogni pezzo ha la sua misura e va ordinato separatamente. In ogni caso le righe con una nota diversa non vengono mai unite, e la nota della riga viene stampata sotto la descrizione: è lì che indichi al fornitore i metri esatti di ogni binario o le misure di ogni tenda. Salvalo come PDF e allegalo alla mail: il luogo e i tempi di consegna li specifichi nella mail, e il documento lo dice esplicitamente.
Alla generazione la voce riceve un numero progressivo (es. ORD-2026-001), la data, e passa in stato ordinato. Da quel momento il pulsante diventa Ristampa e il numero non cambia più. Quando arriva la conferma d'ordine, riporta l'importo nella colonna Effettivo: è così che il margine reale diventa vero.
Perché non lo fa Fattura24: le sue API espongono solo documenti di vendita (fattura, ricevuta, ordine cliente, nota di credito) — gli ordini d'acquisto non sono raggiungibili via API, quindi l'ordine lo produciamo noi. Il codice articolo si stampa per intero, anche quando è lungo: va a capo dentro la sua colonna invece di essere troncato. Fino alla v2026.09.28-1 veniva tagliato a metà — sull'ordine ORD-2026-009 si leggeva LED-W-ALFA-2 al posto di LED-W-ALFA-20-BRO — e un fornitore non può evadere quello che non legge. Vale anche per la Marca nella Stampa interna. Se un codice è davvero lunghissimo occupa due o tre righe, ma non se ne perde un carattere.
In Fornitori → scheda fornitore, sezione Pagamento, scegli dal menu la modalità concordata (anticipato, rimessa diretta, bonifico o Ri.Ba. a 30/60/90 gg, anche fine mese, acconto+saldo…) e puoi aggiungere una nota, ad esempio uno sconto per pagamento anticipato. La modalità compare nella colonna Pagamento dell'elenco fornitori e viene stampata sull'ordine, così il fornitore la vede scritta.
Serve anche a un'altra cosa: quando generi l'ordine, l'app stima la data di pagamento e la scrive nella colonna «Data prevista» della sezione Costi — utile per i flussi di cassa. Due avvertenze oneste: la stima parte dalla data dell'ordine, non da quella della fattura (che ancora non esiste), quindi è una previsione prudente; e il «fine mese» viene calcolato correttamente, cioè si va a fine mese e poi si contano i giorni. La data resta comunque modificabile a mano: se la fattura arriva più tardi, correggila.
Dalla sezione Partner, pulsante «+ Nuovo Partner»: l'app crea direttamente l'account di accesso — non serve più passare da Supabase — e apre la scheda completa (referente, dati fiscali, sede, sito, provvigione, note d'accordo). L'app genera una password temporanea che ti viene mostrata una sola volta, subito dopo la creazione: annotala e comunicala al Partner, che la cambierà dal pulsante Password. Clicca una riga per riaprire e modificare la scheda.
L'email dell'account non è modificabile dalla scheda: è la credenziale di accesso, e cambiarla è un'operazione da fare consapevolmente da Supabase. Per chiudere un rapporto non eliminare il Partner: usa lo stato Sospeso. Eliminarlo lascerebbe orfani i progetti che gli erano assegnati, mentre così storico, valori e margini restano intatti e il Partner compare marcato «(sospeso)» nei menu di assegnazione.
Da Dettagli preventivo, campo Partner associato (oppure dalla colonna «Studio associato» nell'elenco Progetti). Da quel momento il Partner vede il progetto tra i propri. La Dashboard ti mostra il riepilogo per Partner: progetti, valore, accettato, margine € e margine %.
Esporta per Cantiere genera il file da importare nell'app ekōD Cantieri, per portare le voci del preventivo accettato tra le forniture del cantiere. Prima di scaricare, l'app ti fa scegliere quali schede accettate includere, con il totale di ciascuna. Serve perché l'app Cantieri aggiunge le righe importate, non le sostituisce: riesportare tutto dopo aver già importato una fornitura la fa comparire due volte in cantiere. Le schede già uscite in un export precedente sono segnalate in rosso con la data e restano deselezionate; la scorciatoia «Solo non ancora esportate» seleziona ciò che manca. Se scegli solo una parte delle schede, il nome del file riporta i loro numeri (es. forniture_rossi_sch2-5.csv). Gli articoli con lo stesso codice (e stesso costo) presenti su schede diverse vengono accorpati in un'unica voce con la quantità sommata. Crea ordine Fattura24 prepara l'ordine amministrativo: serve che il cliente abbia C.F. o P.IVA nei Dettagli preventivo. Prima di inviare, l'app ti fa scegliere quali schede accettate includere, con il totale di ciascuna — così una fornitura urgente si ordina subito, senza accorpare le altre. Le schede già finite in un ordine precedente sono segnalate in rosso col numero del documento e restano deselezionate: se le rimetti, l'app ti avvisa che le ordineresti una seconda volta. La scorciatoia «Solo non ancora ordinate» seleziona ciò che manca.
Stampa per il cliente produce il documento pulito con i soli prezzi finali; dalla finestra di stampa scegli "Salva come PDF" per il file. Il nome del file è già pronto: ekōD prev.35-2026.pdf, con rev.2 in coda dalla seconda revisione. La Stampa interna aggiunge (interna) — ekōD prev.35-2026 (interna).pdf — perché contiene costi e margini e non deve partire per sbaglio al posto di quella del cliente. Se il preventivo non ha ancora un numero, il file prende il nome del cliente. Anche l'ordine al fornitore esce come ekōD ordine ORD-2026-007 — Nome fornitore.pdf. Prima di stampare l'app ti chiede quali schede includere: un progetto può avere schede accettate e altre ancora in fattibilità, e non sempre vanno mandate tutte. Ci sono le scorciatoie Tutte, Solo accettate e Solo non accettate, e vedi il totale IVA inclusa di ciò che stai selezionando. Copertina, totali e pagina finale di accettazione si ricalcolano sulle sole schede scelte. Le schede vuote non sono selezionabili. Numero preventivo, data, validità, condizioni di pagamento e note si impostano in Dettagli preventivo e compaiono in copertina e in testata. In stampa il riferimento è NN-AAAA — 35-2026 — perché un «n° 3» da solo non identifica niente appena la numerazione riparte a gennaio. Le condizioni di pagamento si scelgono da un menu con le modalità più usate oppure «Personalizzata» per scrivere il testo a mano. Un preventivo nuovo nasce con «50% all'ordine, saldo a merce pronta per la consegna»; quelli già fatti tengono la loro. La sezione Progetti è l'elenco dei preventivi, ordinato per numero: Numero · Data · Scadenza · Cliente · Oggetto · Studio · Importo · Stato. La Scadenza è calcolata da data più validità e diventa rossa quando è passata. Cerchi per numero, cliente o oggetto, e puoi riordinare per data, importo o stato. Con tutte queste colonne la tabella è più larga dello schermo: scorre in orizzontale, trascinala o usa la barra sotto. Cliccando il numero apri il preventivo; il pulsante «Preventivatore →» ti porta dritto dentro le sue schede. Se il cliente chiede modifiche, usa «+ Nuova revisione»: incrementa la revisione e registra la data di invio, che compaiono in stampa dalla 2ª revisione in poi. Lo studio ha anche la Stampa interna, con costi e margini, riservata all'archivio. In fondo alla copertina del documento cliente, sotto Condizioni e note, compaiono automaticamente le coordinate bancarie (intestatario, banca e IBAN) per i pagamenti: non serve scriverle a mano.
È voluto: nel documento cliente il codice non viene stampato — al suo posto c'è la colonna con la foto del prodotto. Serve a non offrire un riferimento immediato per la ricerca online. Il codice resta ovviamente nella Stampa interna, nell'export per il Cantiere e nell'ordine Fattura24. Tieni presente che marca e descrizione restano visibili al cliente: se vuoi ridurre davvero la comparabilità, conviene usare una descrizione commerciale tua al posto di quella tecnica del listino.
La riga con l'indirizzo del sito e la data in alto, e il «Pagina 1 di 3» in basso, non le aggiunge l'app: le mette il browser. Nella finestra di stampa togli la spunta a «Intestazioni e piè di pagina» (su Safari è tra le opzioni, su Chrome sotto «Altre impostazioni») e il documento esce pulito. Le righe non vengono mai spezzate tra due pagine e l'intestazione delle colonne si ripete a ogni pagina.
È la versione dell'applicazione. Se dopo un aggiornamento qualcosa sembra non funzionare, controlla che la versione a schermo sia quella nuova: se è vecchia, il dispositivo sta mostrando una copia in cache — ricarica la pagina (o chiudi e riapri l'app).
Ricarica la pagina e, se serve, esci e riaccedi. Se compare un messaggio d'errore, copialo o fotografalo così com'è e invialo allo studio: contiene le informazioni per capire il problema al volo.